Informazioni

Come arrivare

Le Eolie non hanno fortunatamente un aeroporto, il ché le protegge relativamente dal turismo di massa durante la maggior parte dell’anno. Questo comporta che può essere anche complicato raggiungerle soprattutto nei periodi invernali. Il porto principale per Stromboli e le Eolie è Milazzo dove troverete diversi collegamenti giornalieri attivi tutto l’anno. Dal sito della compagnia Liberty Lines troverete anche gli aliscafi da Vibo Valentia, da Messina e da Reggio Calabria, ma solo nel periodo estivo. Ci sono aliscafi giornalieri da Napoli, sempre solo d’estate, operati da un’altra compagnia: la SNAV.

Infine, la soluzione più comoda e forse anche romantica, è la nave notturna con cabina, sempre da Napoli, 2 volte alla settimana: il martedì e il venerdì sera. Anche in questo caso, gli orari e la frequenza variano con la stagione, per cui vi rimandiamo al sito della Siremar: carontetourist.it/it. Se vi viene il mal di testa tra tutte queste opzioni, potete semplicemente chiamare la biglietteria di Stromboli, che può prenotarvi tutto l’anno qualsiasi traghetto o aliscafo da e per Stromboli: 090986016

Come partire

A parte che non vorrete più partire quando verrà il momento, le istruzioni per la partenza sono le stesse che per arrivare e vi rimandiamo ai 3 siti citati sopra:

Collegamenti pratici

Per il treno o gli autobus per e dai porti indicati, potete cercarli sui principali siti italiani. Se invece preferite volare in Sicilia, l’aeroporto più vicino a Milazzo e meglio servito tutto l’anno è quello di Catania Fontanarossa. Ci sono diverse navette al giorno da e per l’aeroporto, direttamente al porto di Milazzo. Ci mette 2 ore circa ed esistono 2 compagnie:

D’estate, dalle principali città italiane, si può anche volare direttamente in Calabria (più vicina a Stromboli di tutta la Sicilia) su Lamezia Terme e Reggio Calabria che sono rispettivamente molto vicine ai porti di Vibo Valentia, Messina e Reggio. Trovate in alta stagione gli aliscafi da e per queste località sempre su Liberty Lines.

Escursioni sullo Stromboli

Nel 2019, 2 eruzioni parossistiche nel giro di pochi mesi hanno mostrato che la zona sommitale dello Stromboli risulta troppo esposta in questa fase per continuare a consentire l’accesso turistico. La Protezione Civile e il Comune di Lipari hanno quindi chiuso l’accesso turistico ai crateri e lo mantengono tuttora vietato.

Ad oggi, le escursioni guidate sullo Stromboli si svolgono su sentieri autorizzati fino a circa 400 m di quota, nel rispetto delle norme di sicurezza introdotte dopo le eruzioni degli ultimi anni. Da questi punti panoramici si osservano molto bene la Sciara del Fuoco e le tipiche esplosioni stromboliane, soprattutto al tramonto, quando il contrasto tra il buio e il bagliore del vulcano rende l’esperienza particolarmente spettacolare.

Le uscite durano in media intorno alle 5 ore, con un dislivello di circa 400–500 m e un livello di difficoltà considerato “medio”, adatto a chi è abituato a camminare su sentieri di montagna e terreno vulcanico. Le guide illustrano lungo il percorso la geomorfologia dell’isola, la flora e la fauna e il funzionamento dell’attività stromboliana, trasformando la salita in un vero momento di conoscenza del paesaggio e del vulcano.

Esistono diverse compagnie di guide sull’isola, le trovate facilmente su internet:

Piccole nozioni di geologia sullo Stromboli

Lo Stromboli è un vulcano attivo alto circa 3.000 m (di cui 924 emersi), noto sin dall’antichità come il “Faro del Mediterraneo” per i bagliori rossi che si sprigionano dai suoi crateri ad ogni esplosione.

Geologicamente parlando, Stromboli è uno stratovulcano basaltico formato da colate di lave basaltiche e basaltico‑andesitiche, scorie e depositi piroclastici, accumulati in più cicli eruttivi negli ultimi 100.000 anni. La sua morfologia è dominata da una terrazza craterica sommitale con più bocche attive, e dalla Sciara del Fuoco, grande nicchia di collasso a ferro di cavallo sul fianco nord‑occidentale che convoglia tefra e lave al mare.

Il vulcano è in attività quasi continua da millenni, con tipiche eruzioni stromboliane (esplosioni intermittenti di “slugs” di gas che lanciano bombe e lapilli incandescenti) intervallate da fasi effusive, collassi di versante e rari parossismi esplosivi di grande energia.

Semplificando, l’abituale attività esplosiva è dovuta all’accumulo di gas sotto la crosta raffreddata del magma presente nei condotti. Quando la pressione del gas supera un certo limite, rompe la superficie del magma proiettando dai crateri magma e frammenti del condotto, con frequenza variabile da pochi minuti a qualche ora.

Questa attività regolare dello Stromboli è facilmente osservabile a poca distanza dal centro abitato, sia via terra che via mare, affacciandosi sulla Sciara del Fuoco.

Si può infatti anche osservare l’attività senza guida vulcanologica, facendo lo stesso percorso dei gruppi, ma fermandosi più giù, a 290 m di quota, al Belvedere di Punta Labronzo sulla Sciara del Fuoco. L’accesso è libero e ben segnalato, lungo i sentieri che partono dal paese: uno dalla piazza via la Strada vicinale Parroco, e uno da Piscità via la Mulattiera Salvatore Di Losa.

 

 

Visualizza la mappa dei sentieri

La Sciara del Fuoco è una profonda depressione morfologica formatasi 5.000 anni fa in seguito ad un gigantesco collasso del fianco nord-occidentale del vulcano. Da allora, il vulcano Stromboli è sostanzialmente stabile e non si sono verificati fenomeni catastrofici: tuttavia l’abituale attività osservabile ai crateri viene storicamente interrotta da fasi transitorie più o meno lunghe in cui l’attività del vulcano si fa più intensa, con emissioni di lava o fenomeni esplosivi molto più violenti, anche detti parossismi.

Sulla base delle sintesi INGV e dei cataloghi storici, i parossismi più importanti degli ultimi ~100 anni sono avvenuti nel:

  • 1919 – grande parossismo (22 maggio 1919), con colonna eruttiva molto alta e ricaduta di materiale su vasta area.
  • 1930 – parossismo dell’11 settembre 1930, tra gli eventi più distruttivi storicamente noti sullo Stromboli.
  • 2003 – parossismo del 5 aprile 2003, definito dall’INGV l’esplosione più violenta degli ultimi decenni, con colonna vulcaniana e flusso piroclastico sulla Sciara del Fuoco (foto a fianco)
  • 2007 – parossismo del 15 marzo 2007, anch’esso associato a fase effusiva sulla Sciara del Fuoco.
  • 2019 – due parossismi ravvicinati, il 3 luglio e il 28 agosto 2019, che hanno interrotto l’attività stromboliana ordinaria e avuto forte impatto su popolazione e infrastrutture.